Secondi, per un soffio

Domenica scorsa, al Mugello, si è concluso il Campionato Italiano GT Endurance.

Nella GT3, il BMW Team Italia si era presentato al via con la M6 di Stefano Comandini e Erik Johanson al comando della classifica e con Alex Zanardi a completare l’equipaggio.

Proprio il campione bolognese aveva ben gestito la prima parte di gara, cedendo il testimone a Comandini, che aveva chiuso la seconda tranche al quindo posto, senza forzare ed in pieno controllo.

Tutto secondo pronostico, quindi, fino al terzo stint, quando qualcosa è andato storto.

Giunti al 63esimo, giro, infatti, la rottura di un cuscinetto ha costretto al ritiro Johanson ed ha spianato la strada alla Ferrari 488 di Stefano Gai, che si è aggiudicato la vittoria insieme ad Antonio Fuoco e, soprattutto, il titolo tricolore con un solo punto di vantaggio sull’equipaggio del BMW Italia Ceccato Motors Racing Team, sostenuto da LENERGIA.

A fine corsa, il Team Manager Roberto Ravaglia ha dichiarato che “la gara è terminata, ovviamente, in un modo diverso da quello che ci aspettavamo e il ritiro di Erik è stata una doccia fredda. Non va però dimenticato il grande lavoro di tutta la squadra che ci ha permesso di arrivare a lottare per il titolo fino all’ultimo. Il motorsport è fatto anche di eventi imprevedibili ed oggi è toccato a noi. La forza di una squadra e il valore dei suoi piloti vanno però oltre gli episodi e domani saremo già concentrati sulle sfide che ci attendono”.