Il Pilotino

La chiamavano il Pilotino, ma quel nomignolo affettuoso non rappresenta del tutto quanto fatto da Maria Teresa De Filippis nel mondo dei motori.

Napoletana, classe 1926, già nel 1948, al volante di una FIAT 500, aveva vinto la Salerno-Cava dei Tirreni, corsa in salita alla quale era stata iscritta, forse per scommessa, da due dei suoi quattro fratelli.

In seguito, erano arrivate le gare alla guida della Urania e della Giaur, vinte nettamente anche, parole sue, “per spegnere il sorrisino di sufficienza degli avversari”, cresciuti in un ambiente da sempre totalmente ed orgogliosamente maschile.

Poi, nel 1953, ad Avellino, c’era stato il debutto nella categoria 1100, su una Osca preparata dai fratelli Maserati.

Con quella vettura avrebbe partecipato a 22 corse, vincendone otto, arrivando quattro volte seconda e due volte terza e salendo sul gradino più basso del podio nel Campionato Italiano Sport del 1954.

A trentadue anni, però, De Filippis fece quello che, fino ad allora, nessuna donna aveva fatto e che, in futuro, pochissime sarebbero riuscite a fare: gareggiare in Formula 1.

L’occasione fu il Gran Premio di Siracusa, non valido per il Campionato del Mondo, in programma il 13 Aprile 1958.

Maria Teresa si presentò al via e, al traguardo, conquistò il quinto posto alla guida di una Maserati 250 F, acquistata per l’occasione.

La stagione prevedeva altri cinque Gran Premi.

A Monte Carlo il Pilotino non si qualificò, giunse decimo in Belgio, ebbe un incidente in Portogallo e si ritirò a sei giri dal termine a Monza, per un guasto, quando occupava la quinta posizione ed era l’unico italiano rimasto in gara.

In Francia, invece, la sua richiesta d’iscrizione al Gran Premio non venne accettata: era una donna, accidenti!

Sembrava, nonostante tutto, l’inizio di un’altra bellissima avventura, ma, purtroppo, ne fu praticamente l’ultimo atto.

Infatti Maria Teresa, che aveva già perso per incidenti di gara amici come Eugenio Castellotti, Alfonso De Portago, Luigi Musso e Peter Collins, non riuscì a sopportare la morte di Jean Behra, avvenuta il 1° Agosto 1959 sul circuito dell’Avus, in Germania.

E scese dall’auto da corsa, per non salirvi più.