Una vittoria a metà

Nell’estate del 1878, lo Stato americano del Wisconsin mise in palio 1.000 dollari per il vincitore di una gara fra veicoli non trainati da animali.

In base al regolamento, il premio sarebbe andato “al più economico e soddisfacente sostituto del cavallo, capace di percorrere almeno 200 miglia, su strada normale, ad una velocità non inferiore alle 5 miglia orarie e di superare pendenze di 200 piedi”.

Era la prima, vera competizione nella storia della motorizzazione e si sarebbe svolta lungo le 201 miglia, 323,5 km, che separavano Green Bay da Madison.

Si iscrissero sei vetture, tutte a vapore

Di queste, tre non si presentarono alla partenza e una non lo fece in tempo, per un guasto sofferto sulla via che portava al punto di ritrovo.

Alle 11 di Martedì 16 luglio 1878, quindi, lo starter si trovò di fronte soltanto due veicoli, entrambi con motore a due cilindri.

Il primo, la Green Bay Machine, era di un tale E.P. Cowles, che ne sarebbe stato anche il pilota.

Aveva tre rapporti più la retromarcia e pesava quasi 6.500 kg.

Il secondo, Oshkosh, nasceva dall’idea e dal lavoro di O. F. Morse, ingegnere, M. G. Battis, fabbricante di caldaie, H. Farrand, capo fuochista, F. A. Shomer e A. Gallagher, commercianti di legno per locomotive.

Sembrava più pratico dell’altro, ma meno veloce.

Pesava circa 4.500 kg, aveva solo marcia avanti e indietro e, clamoroso per l’epoca, sembrava poter correre ben dieci miglia prima di doversi rifornire di acqua e combustibile, parte dei quali trasportati su un rimorchio.

Al via, Green Bay Machine scattò in testa, ma la gloria fu breve.

Fermata da un guasto, perse ore ed ore, lasciando che Oshkosh, più lenta ma più regolare, tagliasse per prima il traguardo di Madison.

Shomer e Farrand, alternatisi al volante, chiusero la prova in 33 ore e 27 minuti, ad una media di poco superiore alle 6 miglia orarie, pari a 9,671 km/h.

Sotto la bandiera a scacchi, però, una mezza beffa.

Gli organizzatori cercarono di non pagare il premio, sostenendo, con qualche ragione, che il veicolo vincitore non fosse né economico, né pratico.

Alla fine venne raggiunto un accordo: al team Oshkosh sarebbero andati 500 dollari, con l’obbligo di versarne una fetta a E. P. Cowles, secondo classificato.